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Speciale Medici - Firenze siamo noi

Nella città del giglio la famiglia Medici costruí le proprie fortune, arrivando a reggerne le sorti per ben tre secoli. Ma chi furono gli artefici e quali i segreti di questa irresistibile ascesa?

Nel gennaio 1374 Filigno dei Medici decide di dare inizio a un libro di memorie. Il testo sarà quasi tutto dedicato ad appunti di genere patrimoniale (compravendite, divisioni di beni, importi dotali, diritti di patronato), ma nella premessa, come spiegazione all’impellenza di scrivere, c’è una riflessione sulla propria stirpe che ha toni preoccupati: siamo stati una grande famiglia, rispettata e temuta, ma il futuro è incerto e i presagi sono foschi, tra «battaglie cittadinesche», morti per peste, la carenza che ormai abbiamo di uomini di valore.

Nel 1429, invece, secondo il racconto di Giovanni Cavalcanti, il morente Giovanni di Bicci dei Medici si accomiata dai figli Cosimo e Lorenzo con l’orgoglio di chi può dispensare un patrimonio larghissimo e sagge regole di comportamento politico: fate in modo di essere sempre graditi ai buoni cittadini e a tutto il popolo, che hanno considerato costantemente i Medici un riferimento sicuro (addirittura la «tramontana stella»); e se non vi allontanerete dai comportamenti dei vostri predecessori il popolo sarà sempre propenso a elargirvi cariche politiche.

Come si vede, da Filigno a Giovanni, in mezzo secolo tutto sembra cambiato: si è passati dal...continua

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