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Le crociate dopo le crociate

Nella primavera del 1291 cadeva San Giovanni d’Acri, l’ultimo baluardo cristiano in Terra Santa. L’evento segnò la fine delle crociate in Oriente. Nei secoli a seguire esse si riproposero, piú o meno esplicitamente, ogni qual volta la minaccia ottomana in Europa si faceva piú pressante. Fino al Settecento dei Lumi, quando l’importanza attribuita al pensiero razionale, alla tolleranza religiosa e all’anticlericalismo, contribuií definitivamente al tramonto del mito della crociata. Filosofi e storici – Voltaire, Gibbon e Hume – liquidarono le crociate come una barbara follia medievale; come un dispendioso e inutile sforzo, portato avanti da avidi briganti o da una Chiesa ingannatrice.

Durante l’Ottocento romantico, invece, le crociate furono riabilitate, insieme ai secoli di Mezzo. A metà strada tra medievalismo e orientalismo, il mito della crociata si rivelò utile per sostanziare le nuove ideologie nazionali e coloniali. In particolare, fu la campagna egiziana di Bonaparte del 1798-1799 – la prima invasione occidentale del Levante dai tempi di san Luigi IX – a riattivare l’immaginario europeo. Paradossalmente, mentre Napoleone poneva fine all’ultimo Stato crociato, con i Cavalieri di San Giovanni a Malta che si arrendevano al passaggio dell’armata...
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