In edicola dal 28 Febbraio 2019

Una nuova età

Questo Dossier di «Medioevo» segue a breve distanza la pubblicazione, anch’essa a firma di Tommaso Indelli, dedicata alle grandi dinastie dell’Italia medievale e del quale rappresenta, in un certo qual modo, una ne cessaria integrazione. Entrambi i testi si configurano, sia detto, come un racconto serrato ed estremamente sintetizzato, di avvenimenti e processi storici ognuno dei quali si preste rebbe, a sua volta, a una trattazione piú ampia e approfondita. Eppure, ogni nuovo sguar do d’insieme, oltre a riportare in mente nomi, date e avvenimenti, colloca gli stessi in una visione rinnovata e ne offre un’affascinante «rilettura».

Potremmo chiederci: ma non rischia, invece, la suddivisione in due aree tematiche – quella delle dinastie dell’Italia meridionale e quella delle signorie dell’Italia settentrionale (argomento del presente fascicolo) – di ricalcare, senza sostanziali apporti di novità, il topos delle «due Italie», dalla storia e dagli esiti storiografici diversi? I lettori si accorgeranno che non è cosí... Rimane il dato – e le pagine che seguono lo illustrano con dovizia di particolari e vasti quadri contestualizzanti – di un Nord del Paese costellato da centri urbani, piccoli e grandi, sostenuti da attività manifatturiere, mercantili e finanziarie caratterizzate da una dinamicità complessa e unica, destinata a dar luogo a quell’epoca culturale che verrà chiamata – ma solo a partire dal XIX secolo – «Rinascimento».

È stata – come sembra suggerire il capitolo dedicato ai Medici – la trasformazione del capitale commerciale in capitale finanziario il vero catalizzatore di questo processo? E come spiegare, allora, quella dedizione «politica» alle arti, all’architettura e alla produzione letteraria, che ha trasformato un capitolo di storia d’Italia in storia d’Europa? Nelle pagine che seguono i lettori potranno trovare piú di una risposta a questi interrogativi; perché, ed è questa forse la vera cifra di quell’epoca, le reazioni alle sfide lanciate dalla storia erano molteplici e di una ricchezza senza pre cedenti. Una ricchezza che, come ricorda Tommaso Indelli a pagina 100, rese necessaria l’invenzione di un nuovo termine, quello, appunto, di «Medioevo». Per suggellare, cosí, l’avvento di una nuova età.

Andreas M. Steiner

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