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Una storia «italiana»

Martedí 27 novembre 1095, a conclusione d’un’assise tenutasi a Clermont, in Alvernia, papa Urbano II esortò l’Europa cristiana a compiere un viaggio penitenziale in armi fino a Gerusalemme per portare aiuto ai cristiani d’Oriente, minacciati dall’avanzata turca, e liberare il Santo Sepolcro. L’incontro si situava al culmine d’un’ampia campagna di predicazione ch’era andata coinvolgendo parte dell’Italia settentrionale e della Francia meridionale, volta a rinsaldare la fedeltà alla Chiesa, impegnata da tempo in un vasto moto di riforma, e a contrastare l’ingerenza imperiale nelle nomine ecclesiastiche e nella vita del clero. La risposta, benché non universale, fu oltremodo massiccia e trasversale. Tra la primavera e l’autunno del 1096, una moltitudine di pellegrini in armi, stimata variamente tra le poche dozzine di migliaia e le 100 000 unità, imboccò la strada per l’Oriente. Entro la primavera successiva, gli eserciti crociati raggiunsero Costantinopoli; spostandosi, poi, in Asia Minore, dove riportarono i primi successi: Nicea, capitale del sultanato selgiuchide, fu conquistata nel giugno del 1097; Antiochia cadde un anno dopo; Gerusalemme, obiettivo primario dell’impresa, capitolò il 15 luglio del 1099, a seguito d’un assedio disperato, condotto nel pieno di un’estate torrida. Benché un canone conciliare vietasse espressamente ai membri della spedizione ogni sorta di guadagno materiale, ciò che avvenne fu esattamente questo: Boemondo d’Altavilla, a capo delle schiere normanno-italiote, prese possesso della metropoli antiochena; Goffredo di Bouillon, che aveva guidato un contingente franco-lorenese, fu eletto, invece, «advocatus» del Santo Sepolcro, prima di lasciare il posto al fratello Baldovino, che assunse la corona regale; Raimondo di Saint-Gilles, a comando delle truppe provenzali, si ritagliò, invece – non senza fatica –, un dominio attorno a Tripoli di Siria.

Tali, dunque, i principali frutti della crociata: un termine, questo, affermatosi tardi rispetto ai piú utilizzati «auxilium», «expeditio», «iter», «negotium», «passagium», «peregrinatio», «succursus», ma destinato a un grande avvenire. La sua realizzazione poggiava sopra un coacervo di elementi accatastatisi nel corso del tempo: dall’elaborazione della dottrina del «bellum iustum», montante ad Agostino – e, prima di lui, ai classici latini – alla sacralizzazione del guerriero germanico... (continua)

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