In edicola dal 31 Ottobre 2018

Parenti d'Italia

Riguardo le lunghe vicende della nostra Penisola è opinione diffusa che una parte significativa della sua storia, soprattutto quella che si fa coincidere con l’inizio e la fine della cosiddetta «età di Mezzo», sia ampiamente caratterizzata – e sia stata determinata in maniera significativa – dall’avvento di genti straniere, popolazioni, eserciti, condottieri e re provenienti da terre al di là dei confini naturali dell’unico vero impero «autoctono» dell’Italia (autoctono per origine, «internazionale» per vocazione politica e, successivamente, culturale), ovvero quello di Roma. Una communis opinio del tutto legittima, ben sostanziata dall’insegnamento della storiografia moderna e contemporanea, eppure ancora oggi non scevra di discordanze tra gli stessi storici circa i meccanismi di quel lungo e articolato processo e la qualità intrinseca dei suoi esiti.
Non che quell’unanimità di giudizio sia da auspicare a tutti i costi: la storiografia, infatti, non è una scienza esatta e, soprattutto, come insegnava Benedetto Croce, «il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di “storia contemporanea”». E i «bisogni pratici», come sappiamo, non sono uguali per tutti. Resta, tuttavia – e questa sí che si pone come condizione imprescindibile di ogni parlare della storia –, la necessità di conoscere i fatti...
Nelle pagine che seguono, Tommaso Indelli, giovane studioso con una ragguardevole produzione scientifica e divulgativa già a suo credito (e ben noto ai lettori di «Medioevo»), affronta la non facile sfida di esporre, in una grande sintesi, la successione degli accadimenti che, per circa 500 anni, hanno scandito la storia dell’Italia: incontreremo una schiera infinita di personaggi (tale da imporre al lettore la necessità di periodiche «pause di riflessione», ma, si sa, la storia è fatta di persone) dai nomi perlopiú germanici, franchi e spagnoli, spesso italianizzati all’uopo. Viaggeremo nelle terre del Meridione della Penisola (già, è proprio lí, tra Palermo e Napoli, che i protagonisti del nostro racconto hanno scritto la storia del Paese), rimarremo sbalorditi di fronte alla grandiosità della produzione artistica e architettonica di quel mezzo millennio, le cui immagini accompagnano il testo. E, alla fine, volendo, potremmo interrogarci nuovamente, questa volta con maggior cognizione di causa, su chi fossero, veramente, questi grandi attori della nostra storia: stranieri o italiani in nuce? O entrambe le cose?

Andreas M. Steiner

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