In edicola dal 30 Giugno 2018

Un'epoca a due velocità

Delle tre grandi «età» della storia – antica, medievale e moderna –, il Medioevo fu l’epoca piú longeva e, sotto ogni punto di vista, anche la piú disomogenea. Per questo motivo, a seconda dei casi, venne in seguito ritenuta come una fase di totale regressione oppure considerata fortemente suggestiva e ricca di valori umani. Alle spalle di approcci tanto divaricati, vi è proprio la multiformità dell’età di Mezzo: l’Alto Medioevo, per esempio, fu in effetti un periodo per molti versi buio se non tenebroso, pesantemente condizionato dall’indigenza e dall’ignoranza, da razzie e scorrerie, tanto indiscriminate quanto atroci. Flagelli che contribuirono al collasso demografico dell’Europa, la cui popolazione, secondo le stime piú accreditate, passò dai 70 milioni di persone del IV secolo alla scarsa trentina di pochi secoli dopo. Il ripopolamento iniziò solo dopo il Mille, grazie alla migliorata sicurezza sociale e alla diffusione di tecniche agricole piú redditizie. Del tutto diverso appare il contesto del Basso Medioevo, caratterizzato dalla rinascita culturale e scientifica che produsse straordinarie opere artistiche e del pensiero, la cui eredità è tutt’ora viva. In conclusione, si può affermare che, nell’arco di mille anni, il Medioevo visse inizialmente quasi un ritorno alla preistoria, e, nel suo epilogo, una fuga nel futuro: dalle asce dei barbari si pervenne ai missili a tre stadi sperimentati aegli inizi del Cinquecento. I prodromi del Medioevo si possono ravvisare già nella seconda metà del III secolo quando la pressione dei barbari sui limes (il confine) dell’impero romano crebbe fino a farsi insostenibile. Tra il 257 e il 260, infatti, i Franchi – dopo avere varcato il Reno – scesero fino alla Spagna, devastandola e saccheggiando, fra le altre, Tarragona, e, quando non vi fu piú nulla da poter razziare, s’impossessarono delle imbarcazioni ormeggiate nei porti e, raggiunta la Mauritania, la posero ugualmente a sacco. Nel frattempo, gli Alamanni, a loro volta, attraversato il Danubio e scavalcate le Alpi Retiche, puntarono su Milano, per poi proseguire fino a Ravenna e dirigersi verso Roma, che, almeno per quella volta, riuscí a stornare la terribile minaccia. La scelta di Gallieno Negli anni successivi le scorrerie dei Goti si moltiplicarono e, non di rado, essi si spinsero fino alla Macedonia e all’alta Italia; incursioni contrastate a fatica da eserciti romani allestiti alla bell’e meglio. La medesima sorte toccò poco dopo anche all’Asia Minore e alla Grecia, tanto che…

SEDE LEGALE E AMMINISTRATIVA

 

REALIZZAZIONE EDITORIALE

 

 

PUBBLICITÁ E MARKETING