palio di fabriano 2026
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Fabriano, è tempo di Palio

Nella capitale della carta torna in scena l’ormai tradizionale rievocazione storica, che vedrà i quartieri impegnati nella spettacolare Sfida del Maglio.

Ogni anno, nel mese di giugno, c’è un’intera città che si cala nel Medioevo. E’ Fabriano, l’antico e fiorente centro appenninico, posto lungo l’importante via di comunicazione che congiunge le Marche all’Umbria. Qui la lancetta del tempo ritorna indietro, all’epoca della signoria dei Chiavelli, tra XIV e XV secolo.
Periodo di fasti e splendore in cui fiorivano i commerci e le Arti. Ecco allora che vessilli, stemmi e bandiere ricompaiono nella suggestiva piazza Alta – la stessa di un tempo che fu – dove trovano spazio l’imponente Palazzo del Podestà e la monumentale fontana Sturinalto, simboli dell’identità comunale.

Squilli di chiarine e rulli di tamburo, ecco un banditore raggiungere ogni luogo del contado, tra ville, castelli e millenarie abbazie, annunciando l’inizio dei festeggiamenti in onore del santo patrono e dell’intenso periodo di gare e sfide.Seguono l’innalzamento dei gonfaloni e il giuramento del podestà che formalmente danno avvio al tradizionale Palio di San Giovanni Battista, giunto nel 2026 alla sua 32ª edizione. Non una semplice rievocazione, ma una festa viva con centinaia di volontari ed una preparazione che dura mesi: un lavoro intenso, fatto di attesa e passione.

Quattro sono i quartieri, pronti a contendersi l’ambito drappo la sera del 24 giugno: Castelvecchio (Porta del Borgo), Poggio (Porta del Piano), San Biagio (Porta Pisana), San Giovanni (Porta Cervara).

Dodici i giorni di eventi, a partire dal 12 giugno, che caratterizzano una delle feste più partecipate del centro Italia che richiama ogni anno migliaia di visitatori. Tra colori ed emozioni, hostarie con pietanze medievali (consigliata la prenotazione), giochi e tanti spettacoli di vario genere.
Molte le attività culturali realizzate in collaborazione con il Festival del Medioevo. Convegni, visite guidate, ricostruzioni di scene di vita medievale, botteghe, dimostrazioni, laboratori. Iniziative diffuse, che offrono un calendario ricco e molto articolato.

La carta nel Medioevo

Fabriano è universalmente nota come la città della carta. È infatti a partire dalla metà del XIII secolo che gli artigiani locali apportarono importanti innovazioni di processo e perfezionarono un prodotto, noto allora come charta bambacina, rendendolo in grado di sfidare il tempo e sostituire la più costosa pergamena utilizzata fino ad allora come supporto alla scrittura.
Lungo il corso del fiume Gianosorsero quindi decine di cartiere, trasformando il centro marchigiano in un importante polo produttivo, che diffuse i richiestissimi fogli in ogni dove, motivo per cui è oggi insignito del titolo di «Città Creativa Unesco». Una produzione che…

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