Per la prima volta dopo sette secoli, le tre parti originali di un preziosissimo codice conservate a Cividale del Friuli, Venezia e Praga sono riunite in mostra nel luogo in cui la loro storia ebbe origine. Attorno ai frammenti dell’antico documento – che la tradizione riteneva vergato dallo stesso Evangelista – e al racconto delle sue vicissitudini, emerge un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa. Insieme alla consapevolezza del ruolo centrale della città friulana nel periodo tardoantico e medievale.
La mostra Il Vangelo di Marco Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo, curata da Martina Dlabajovà, Cristiano Tiussi e Luca Villa e allestita in Aquileia all’interno di Palazzo Meizlik, si propone di ricostruire la storia di un codice, che nel tempo e per ragioni diverse è stato smembrato, ma non ha smesso di appartenere ad un unico, straordinario ambito storico-culturale.
Non solo, attraverso quel codice, è possibile narrare la stessa città di Aquileia e la sua centralità nel periodo tardoantico. In proposito si può richiamare la testimonianza del poeta Ausonio che, nel suo poemetto in esametri Ordo urbium nobilium, ha celebrato Aquileia inserendola tra le città principali dell’Impero romano: «Sarai annoverata nona tra le città illustri, o Aquileia, colonia italica, di fronte ai Monti Illirici, celeberrima per le tue mura e per il tuo porto».
Si può andare ancora più indietro nel tempo e ricordare che venne fondata, come colonia latina, nel 181 a.C., dai magistrati Publio Cornelio Scipione Nasica, Gaio Flaminio e Lucio Manlio Acidino Fulviano nell’ambito di un progetto politico ambizioso e finalizzato all’espansione di Roma verso i Balcani. Lo sviluppo fu rapido, sia come avamposto militare che come città commerciale, grazie alla laboriosità dei suoi abitanti e alla presenza di un fiume navigabile per le imbarcazioni del tempo.
Il salto di qualità avvenne, comunque, più tardi, nel II e III secolo d.C., quando Aquileia divenne il baluardo dell’Italia nei confronti del mondo balcanico e orientale arrivando a fungere da sede del governatore della provincia Venetia et Histria a partire dalla fine del III secolo d.C. Alla destrutturazione dell’Impero Romano d’Occidente, la città conservò l’importanza raggiunta divenendo una sede patriarcale e un centro di primo piano nel cristianesimo che si andava affermando
Da Ravenna al Friuli
Occorre, comunque, riportare l’attenzione sul codice al centro dell’esposizione, conosciuto come Codex Forojuliensis, o Evangelario Forogiuliese. Attualmente le sue parti sono conservate in tre sedi diverse: a Cividale del Friuli, a Venezia e a Praga. In occasione della mostra, le parti sono state riunite, per la prima volta dopo molti secoli. Il codice è datato al VI secolo d.C. e comprendeva il testo latino della Vulgata dei quattro Vangeli, secondo la disposizione convenzionale dei codici evangelici altomedievali con i testi di Matteo, Marco, Luca e Giovanni in sequenza. Venne realizzato probabilmente nell’area di Ravenna ed eseguito da almeno due copisti diversi, di…
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